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LIMINAL

Idea originale, concezione, realizzazione, interprete Fabiana J. Ruiz Diaz Beltran
Uomo nero, clown, rumorista Maurizio Loddo
Pianoforte Lorenzo Marchesini
Costumi e occhio complice Beatrice Giannini
Scenografia Fabiana J. Ruiz Diaz Beltran
Meccanismi scenografici Olivier De Brun
Creazione di luci di esecuzione Thyl Bienest e Tea Primiterra
Organizzazione e sostegno Simona Pietrosanti
Aiuto dossier, osservatrice creativa Natalia Barrazza
Grafica Michele Santa Croce

Ho svuotato il tendone di tutto e ho portato me, il circo e lo spettatore tra le nuvole scandagliando sogni e incubi del presente

All’interno di un circo dimenticato e sospeso tra le nuvole, una donna convive con i suoi ricordi.
Gestisce la sua quotidianità attraversando il confine tra la veglia e il sogno. In questo mondo di mezzo, gli oggetti comuni che la circondano cominciano a prendere vita, complicità e gioco le permettono di evadere dalla sua condizione di fissità.
Vecchio e nuovo si amalgamano. Ad accompagnare la protagonista in scena c’è un uomo che indossa una tuta nera che lo ricopre integralmente dalla testa ai piedi. Rimarcando la sua immaterialità negli eventi rappresentati, lui diventa invisibile, eppure alla fine del percorso narrativo avrà stabilito un rapporto con la donna che anela. Lo sviluppo della loro relazione è fondamentale ai fini drammaturgici perché permette allo spettatore di rispecchiarsi in alcuni lati caratteriali dei personaggi. Inizia così un viaggio dove la protagonista passa dal cavalcare un letto volante a surfare un mucchio di foglie mosse dal vento, dal convincere il cuscino ad addormentarsi con lei a svelare i simboli di un dipinto animato, dal perdersi nella luce a ritrovare la propria ombra.

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